lunedì 16 luglio 2012

5 minuti dopo


Ada si guardò allo specchio ancora una volta. Poi scrutò nuovamente il display del Pierre Bonnet che Marco le aveva regalato per il suo compleanno. Bello, lineare, preciso.
Marco era in ritardo.
Lo aveva chiamato due volte al cellulare che era risultato spento.
Si stirò ancora una volta il tubino nero sulle gambe abbronzate. Era una giornata di luglio torrida, ma lei era perfetta. Perfetto lo chignon appuntato sulla nuca, perfette le unghie, laccate, perfetti i pochi gioielli metallici e squadrati.
La baby sitter sul divano la osservava di sottecchi, ad Ada parve, con imbarazzo. Era quasi un’ora che Ada era pronta e di Marco non c’era traccia. L’ennesimo ritardo ma, di solito, avvertiva.
Il rumore secco delle chiavi nella serratura la fece voltare di scatto.
Marco apparve sulla soglia, trafelato.
- Scusami, il cellulare si era scaricato, avevo dimenticato il caricabatterie…
- Sbrigati, ci stanno aspettando
- Hai avvisato che siamo in ritardo?
- Certo.
- Devo fare una doccia…
- Una doccia? Ma sai che ora è?
- Ci metto 5 minuti.
Marco era già sparito in bagno.
Ada era rimasta a guardare le chiavi della macchina e il telefonino poggiati sul tavolo. Lo stesso telefonino nel quale più di un anno prima aveva scoperto le prove del tradimento di Marco.
Non gli aveva detto nulla. Ce la faremo, aveva pensato. Lo aveva perdonato, senza dirglielo.
Ma non andava meglio. Lei lo sapeva. Erano sopravvissuti al loro amore, al loro rapporto, al loro matrimonio. O forse no, era il loro matrimonio che era sopravvissuto a loro.
Marco apparve, 5 minuti dopo. Pantaloni leggeri, camicia di lino, capelli bagnati.

Quando furono in macchina Ada lo guardò a lungo.
- Che c’è? Chiese Marco sorridendo.
- Non farlo più.
- Fare che cosa? Da quando...Lei lo interruppe rabbiosa:
- Fai quello che vuoi ma rispettami, rispetta gli appuntamenti, i patti. Il contratto.
Ada non sapeva più che stava dicendo.
L’ultima frase quasi la sputò sul parabrezza.
- Salviamo almeno le apparenze. E' tutto ciò che resta.
Marco accese la radio. Il resto del viaggio lo avrebbero fatto in silenzio.

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