Jonas spalancava gli occhi sulla notte di velluto.
Da fuori arrivavano gli odori del cibo cotto nelle capanne.
Il lamento di nonna Ellie si levava dal letto a intervalli regolari. A un certo
punto si era interrotto. Jonas si era avvicinato al letto preoccupato.
- Nonna, come stai?
- Sto bene Jonas, sto bene…
Jonas guardò sua nonna dubbioso, la luce della lampada e il
fuoco del camino la illuminavano appena, la pelle scura e lucida era tesa,
nonostante la nonna fosse vecchia. Aveva quasi 50 anni.
- Passami la spazzola Jonas, mi voglio pettinare.
- Nonna…
- La spazzola, Jonas.
Jonas prese la spazzola dal tavolino accanto al letto e la
porse a Ellie, che sorrise.
- Grazie. E ora aiutami a tirarmi su.
Jonas si chinò verso di lei, odorava di febbre e di terra.
La prese a fatica da sotto le ascelle e la sollevò.
Guardò sua nonna che si pettinava con cura. L’ultima volta
che l’aveva vista fare così era stato per la festa di Eliah.
- Sistemami la camicia, e passami il libro.
Jonas guardò la vecchia Bibbia sgualcita. La padroncina Emma
l’aveva regalata a Ellie una volta, tornando dalla messa, e per Ellie era
diventata un dono prezioso da cui non separarsi mai. Sembrava che quel regalo
fosse una ricompensa sufficiente per le frustate ricevute, le violenze di suo
padre, che aveva stuprato e venduto una sua figlia quando aveva appena 13 anni.
La mamma di Jonas, almeno, non l’aveva venduta.
- Tieni, nonna.
- Apri la finestra Jonas, stanno venendo a prendermi.
- No, nonna, stai tranquilla. Ci sono io.
Ellie sorrise.
- No, tu stai tranquillo. Mi vengono a prendere. Era tanto
che aspettavo. Aiutami a mettermi giù.
Jonas si chinò ancora. La sistemò nel letto, accomodandole
le coperte, attento a non spettinarla e a non sgualcirle la camicia.
- Cantano… Apri la finestra.
- E’ aperta, nonna.
Ellie sorrise e chiuse gli occhi.
Jonas attese qualche minuto. Poi si avvicinò, non c’era più
il respiro.
La guardò ancora una volta, le braccia scure piegate, le
mani chiuse intorno alla Bibbia, il volto finalmente sereno.
Ma lui l’avrebbe ricordata sempre china sul cotone, mentre
cantava dolcemente con la sua voce profonda e vibrante; che lo chiamava a sé
agitando un giocattolo di legno. Ma ormai era tardi.
Un fischio lungo e acuto proveniva dal fiume. Thomas e Noah
lo stavano aspettando accanto alla zattera. Non avrebbe salutato nessun altro prima
di andare a Nord.
Si avvicinò nuovamente a sua nonna e le sfilò la bibbia
dalle mani. La soppesò un attimo tra le dita prima di gettarla nel fuoco.
Poi saltò dalla finestra aperta.
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